City Discovery: Enrico Mutti

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Mi han sempre detto di non iniziare mai nulla il martedì o il venerdì. Non credo a queste cose, ma tant’è, il destino ha deciso di darmi una mano lunedì scorso (31.1.2011) facendomi partecipare alla serata di beneficenza “Hands for Haiti- Don’t Forget”, un progetto dell’Associazione Nazionale Basket Artisti. “Per non dimenticare Haiti“, questo il leit motive della serata che si è svolta alla Boeme, Roma, a scopo benefico. Tanti i volti noti uniti per la causa haitiana, insieme alla Nazionale Basket Artisti e al suo fondatore Simone Barazzotto. Oltre a Dj Ringo, Presidente dell’Associazione, c’erano Fabrizio Frizzi, Alberto Laurenti e i Rumba de Mar, Gianguido Baldi, Enrico Mutti, Elisa Bagordo, Simone Rugiati e Jonis Bascir. Ospite d’onore, il grande Franco Califano, che è salito sul palco regalando al pubblico i suoi più grandi successi, da “Un tempo piccolo” a “Tutto il resto è noia”. Io amo conoscere gente, chiacchierare, immaginate un pò quando ho visto Enrico Mutti. Potevo non avvicinarlo e chiedergli di partecipare al mio gioco di 5 domande in 3 minuti? Sapete come sono, io sono una che ci prova sempre. Linguaccia Il bell’Enrico per fortuna mi dice di si e diviene il mio primo uomo intervistato a Roma della rubrica City Discovery. Eccolo a Voi.

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Nome: Enrico Cognome: Mutti Professione: Attore Città in cui vivi: Roma. Cos’è la bellezza? La bellezza è la parte esteriore di una persona. Credo che sia oggi giorno un biglietto da visita fondamentale. La bellezza è relativa o assoluta? La bellezza è relativa. Essa è un involucro. Un modo di essere, è una questione di testa. Quale è l’oggetto che non dovrebbe mai mancare nel tuo guardaroba? Ti dico subito che il mio accessorio preferito è l’orologio. Amo i cronografi, gli orologi antichi. Non li colleziono. Mi dici una mania del tuo guardaroba? Non ho manie. Sono disordinato, c’è un grande casino nel mio guardaroba. Qual è la prima cosa che noti in un uomo? Non sono attento agli uomini, non  mi interessano. Dovendoti rispondere, direi che forse presto più attenzione alla giacca. Ecco, osservo in particolare modo le giacche dei miei amici.

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Enrico Mutti è disarmante. La semplicità nel rispondere alle mie domande, si riflette nella semplicità del vestire. Sono gli occhi la sua arma. Credo sia un uomo concreto, non superficiale. Una bella persona. Gli chiedo, da brava antropologa urbana,  se esiste un posto a Roma in cui si sente a casa. Esiste mi risponde ed è Villa Pamphili. Quando ha voglia di stare tranquillo, di stare con se stesso va lì.  Ama i parchi, il verde. Roma non è una città facile, è una città che esaspera. Ecco, ora ho una visione quasi completa di lui. Un uomo tranquillo, che sa il fatto suo e che rimane padrone di se stesso pur vivendo in una città caotica come Roma. Sorridente Che bello! Continua l’avventura. Non è un martedì nè un venerdì. Mi mancano ancora 239 uomini… Sono fortunata. Sul serio lo penso.

Credit image: fotografiediroma.it

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